la famiglia J. ed M. attivista per i diritti umani, sono salvi!

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Dopo mesi di lavoro e interlocuzione con le istituzioni, il corridoio umanitario è andato a buon fine, tutta la famiglia J. ed M. attivista per i diritti umani, sono salvi !

Questa esperienza meravigliosa e allo stesso tempo particolarmente faticosa, è nata da una richiesta di due ospiti afghani del nostro progetto di accoglienza, Najeeb, gionalista e scrittore e Farzana, pittrice e attivista, che a loro volta lo scorso anno sono stati salvati da un corridoio umanitario organizzato da diverse realtà di Pomigliano.
Si trattava di far arrivare in Italia la famiglia di Farzana e di M. un’attivista per i diritti umani in Afghanistan nonché collaboratrice di Najeeb. Le loro vite, a causa dell’attività politica a difesa dei diritti delle donne e a causa dei lavori dei familiari di Farzana a stretto contatto con gli americani durante l’occupazione, li avevano messi in estremo pericolo: sono numerose infatti le sparizioni, le detenzioni e le vendette che i Talebani compiono nei confronti di coloro che hanno collaborato nel corso degli anni con i governi precedenti.
Tutti loro hanno cercato rifugio in Iran, paese confinante, trovando chiaramente una situazione politica e sociale disastrosa, dove anche manifestare il proprio dissenso nei confronti della repubblica islamica è particolarmente pericoloso.
Sapendo questo non li avremmo lasciati soli ad un destino di precarietà e violenza.
Abbiamo deciso di attivare un corridoio umanitario, scoprendo con grande amarezza che le istituzioni dopo essersi assicurate che la nostra associazione avrebbe potuto pagare il volo per 8 persone, i visti e che ci saremmo occupati dell’accoglienza, ha rilasciato i documenti necessari allo spostamento e si sono disimpegnate: da loro alcuna indicazione o consiglio sul viaggio o sugli scali in paesi sicuri. Ciò che ha reso questa impresa apparentemente impossibile, realizzabile, è stata la macchina di solidarietà che si è attivata in seguito al lancio della raccolta fondi. Sono state tantissime le realtà politiche, sociali, religiose, le scuole, che hanno deciso di donare o che semplicemente ci hanno chiesto di confrontarci rispetto a cosa sta succedendo in Afghanistan.
Questo progetto con il sostegno di tutti i donatori, non solo ci ha permesso di garantire uno spostamento sicuro a queste 8 persone, evitando che percorressero rotte di spostamento quali quelle nel Mediterraneo o attraverso i Balcani, che generano spesso, purtroppo, morte, ma ci ha anche dato l’opportunità di fare controcultura sul nostro territorio ed in particolare nelle scuole raccontando della realtà afghana e della nostra necessità di agire.
Sono passate diverse settimane dall’arrivo della famiglia J. In Italia: oggi questi si trovano a Milano, dove hanno raggiunto diversi connazionali per costruirsi un futuro lavorativo ed autonomo. M., l’attivista afghana invece, ora si trova in Olanda dove ha raggiunto i suoi contatti.
Ringraziando tutti e tutte coloro i quali hanno donato a sostegno di questo progetto, si allega di seguito la tabella di rendicontazione.

Divisi siamo niente, uniti siamo tutto.

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