Abbiamo diffidato il Comune di Saviano per prassi discriminatoria verso gli stranieri, vogliamo spiegarvi il perché.

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COMUNICATO STAMPA

Abbiamo diffidato il Comune di Saviano per prassi discriminatoria verso gli stranieri, vogliamo spiegarvi il perché.

la nostra associazione attraverso lo studio legale Esposito di Napoli, specializzato in diritto dell’immigrazione, ha diffidato legalmente il Comune di SAVIANO sulla gestione della piattaforma GEPI per la convalida dei requisiti di reddito di cittadinanza.

Abbiamo ricevuto tante segnalazioni da cittadini migranti che si sono visti revocare il contributo del reddito di cittadinanza in modo illegittimo dall’ufficio Gepi del Comune e abbiamo più volte segnalato la prassi illegittima e discriminatoria messa in atto dall’ufficio e dal dirigente ( stiamo portando avanti questa vertenza in molti comuni e qui spieghiamo nello specifico cosa sta accadendo: Revoche del reddito di cittadinanza: si consideri la residenza “di fatto” non quella anagrafica – Progetto Melting Pot Europa ).

Nonostante alcuni incontri con il Sindaco, l’Assessore ed il consulente legale del comune, dopo oltre 8 mesi l’ufficio ci ha risposto con due note che non affrontano nel merito la questione giuridica ed anzi la rimandano a casi completamente diversi che nulla hanno in comune con quelli da noi presentati.

Diffidare per discriminazione l’amministrazione di un comune che sulla carta si pone come appartenente all’ala progressista ci amareggia molto e pensiamo rappresenti una brutta macchia per la storia dei territori dell’area nolana ed in particolare del comune di Saviano che vede una grande presenza produttiva e partecipativa di persone di origine migrante.

Sappiamo bene che siamo di fronte ad una prassi illegittima degli uffici ma ci auguriamo arrivi uno scatto di orgoglio e di giustizia da parte dell’amministrazione che espone sull’edificio comunale uno striscione dedicato a Giulio Regeni. Pensiamo infatti che abbia poco senso parlare dei diritti a chilometri di distanza quando vengono sistematicamente violati i diritti dei nostri concittadini di origine migrante.

Perché Giulio fa cose, ma non può fare tutto lui” – C.Regeni

Come abbiamo ripetuto più volte, non faremo alcun passo indietro nella tutela dei diritti ma saremo ben contenti di fare passi in avanti assieme a tutte le istituzioni sinceramente democratiche.

In merito alla prassi del comune di Saviano pubblichiamo per giornalisti ed esperti del settore la sentenza chiara e netta del Tribunale Ordinario di Torino – Sezione lavoro, nella causa iscritta al n. 906/2022 :

  • La norma non impone limiti temporali alla rilevanza dei periodi di residenza, richiedendo unicamente la continuità negli ultimi due anni, che nella fattispecie è pacifica, e la residenza complessivamente superiore a dieci anni. Con circolare del 14 aprile 2020 n. 3803 , il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali ha chiarito che il requisito della residenza protratta per 10 anni deve intendersi riferito alla effettiva presenza del richiedente sul territorio italiano e non alla iscrizione anagrafica, consentendo all’interessato di fornire prova della sua presenza anche in assenza di iscrizione. L’attestazione come risultante dai registri anagrafici costituisce quindi una mera presunzione del luogo di residenza del destinatario superabile con altri “oggettivi ed univoci elementi di riscontro“ consentiti dall’ordinamento. Si tratta di elementi di riscontro che attestano la regolare presenza sul territorio quali un contratto di lavoro, l’ estratto conto contributivo dell’INPS, documenti medici, scolastici o contratto di affitto o ancora vecchi permessi di soggiorno, ecc..”. (in allegato);

Scisciano 08/10/2022

 

Le associazioni YaBasta! e Nova Koine

tel. 3408627619

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